GLOSSARIO

abrasione (resistenza alla):

il valore di resistenza all'abrasione denota la misura della piastrella a consumarsi (nel caso sia non smaltata) o a cambiare il proprio aspetto visivo (nel caso sia smaltata) a causa dell'usura. E, secondo le norme UNI EN, è classificato dalla classe PEI I, che corrisponde alla minore resistenza, alla classe PEI IV (o, con le nuove norme ISO, alla classe PEI V), che viene assegnata alle piastrelle più resistenti. Nelle piastrelle non smaltate questo valore aumenta con il diminuire dell'assorbimento dell'acqua ed è quindi alto nel grès porcellanato. Lo stesso valore può comunque variare a seconda che vengano effettuati trattamenti: nel caso del cotto, l'impregnazione con sostanze diverse, naturali o sintetiche; nel caso del grès porcellanato, la levigatura e la lucidatura. Nelle piastrelle smaltate la resistenza all'abrasione dipende esclusivamente dallo smalto. Quelli più chiari mostrano maggiormente gli effetti dell'usura, anche per la più complessa pulibilità.

anti-scivolo:

piastrelle trattate in modo da prevenire la scivolosità, sia con l'aggiunta di particelle abrasive allo smalto, che con l'applicazione di finiture superficiali come scanalature, rilievi a borchia o a buccia d'arancia.

argilla:

materia prima utilizzata per la produzione di piastrelle in ceramica. Le sue caratteristiche più importanti sono: plasticità, indurimento durante l'essiccamento, acquisizione di una forma rigida dopo la cottura, ritiro durante l'essiccamento e la cottura.

atomizzazione:

è l'essiccamento a spruzzo dell'impasto ceramico (barbottina) ottenuto dalla macinazione a umido delle materie prime, in modo da ottenere polveri atomizzate da destinare a una successiva pressatura del tipo a semi-secco. La barbottina viene spruzzata in una corrente di aria molto calda per cui si ha un rapido essiccamento delle gocce in forma di granuli sferici, internamente parzialmente cavi, che volutamente contengono un'umidità residua (variabile da 4 a 8%) poiché questa è utile come agente lubrificante nella successiva operazione di pressatura.

barbottina:

sospensione acquosa che si produce nel corso della macinazione a umido, all'interno di grandi mulini in continuo, quando acqua e materie prime si mescolano.

Best Available Technology (BAT):

è la locuzione utilizzata nee regolamenti volti a limitare lo scarico di inquinanti nell'ambiente. Obiettivo: operare un'efficace strategia di abbattimento dei medesimi. Altre locuzioni ugualmente utilizzate sono: ‘migliori tecniche disponibili', ‘migliori mezzi praticabili' o ‘migliori opzioni praticabili per l'ambiente'. L'espressione costituisce un obiettivo dinamico sulle pratiche da adottare, considerando che i valori delle società così come l'avanzamento delle tecnologie possono mutare ciò che oggi è ritenuto ‘ragionevolmente raggiungibile', ‘meglio praticabile', o ‘il meglio disponibile'. Sin dal 1996, la Direttiva IPPC, 96/61/EC, dell'Unione europea applicò per prima il concetto di Best Available Techniques (BAT) al controllo integrato dell'inquinamento ai tre media (aria, acqua e suolo).

bicottura:

la cottura completa del pezzo e dei suoi rivestimenti vetrosi o decorazioni può comprendere più di un ciclo termico, ciascuno dei quali avviene, nella generalità dei casi (ma non necessariamente), a temperatura inferiore rispetto al ciclo termico precedente. I cicli di cottura possono quindi dar luogo a monocottura, bicottura, terzo fuoco. La b. si suddivide in ‘bicottura rapida', con entrambi i cicli termici generalmente inferiori a un'ora in forni a rulli, e ‘bicottura lenta o tradizionale' in cui entrambi i cicli termici sono di alcune ore. Rispetto alla monocottura, la b. permette di ottenere prodotti più brillanti degli smalti, una migliore definizione dei colori e dal peso minore.

bioarchitettura:

branca dell'architettura che applica tecniche costruttive e materiali a limitato impatto ambientale, adoperandosi per ridurre al minimo ogni tipo inquinamento sia di tipo chimico-fisico che elettromagnetico. La b. considera tutte le misure per prevenire ed evitare i danni all'ecosistema in cui un dato edificio si inscrive, i rischi per la salute fisica e mentale delle persone che lo utilizzano (dalle maestranze in cantiere all'utilizzatore finale) e considera, più in generale, la relazione con l'ambiente a livello locale, regionale e planetario. Particolarmente diffusa nell'Europa e America del Nord e in Australia (Glenn Murcutt, bioarchitetto australiano ha vinto nel 2002 il prestigioso Pritzker Prize), la b. va guadagnando popolarità e consensi in tutto il mondo.

Bq (becquerel):

unità di misura del Sistema Internazionale (SI) che quantifica l'attività di una sorgente radioattiva. 1 Bq è pari a una disintegrazione al secondo. [vedi: PRENDI CURA > radon] C&D: Costruzione & Demolizione. Le attività di C&D producono in Italia oltre 40 milioni di tonnellate l'anno di scarti e residui.

calibro:

indica la dimensione di fabbricazione della piastrella ed è sempre riportato sull'imballo. Può essere superiore o inferiore di pochi millimetri alla dimensione nominale indicata sui cataloghi. Per motivi legati alle tecnologie di fabbricazione, infatti, le piastrelle uscite dal forno possono essere di dimensioni lievemente diverse. Per questo, in fase di scelta, vengono raggruppate in lotti della stessa dimensione, nel rispetto delle tolleranze stabilite dalle norme. Come il tono, anche il calibro è riportato sulla confezione.

caolino:

argilla di colore bianco puro usata per la fabbricazione della porcellana; il nome deriva da Kaoling, zona montuosa della Cina dove si estraeva.

caratteristiche chimiche:

sono la resistenza alle macchie, la resistenza ai prodotti di uso domestico e la resistenza agli acidi e alle basi. La resistenza all'attacco chimico è tanto più elevata quanto maggiore è la porosità della piastrella. Discorso diverso per i prodotti smaltati, in cui la superficie di smalto è certamente efficace nel rendere la superficie di esercizio compatta e inassorbente. La resistenza diminuisce in presenza di colorazioni e decori caratterizzati da un'apprezzabile sensibilità agli agenti aggressivi soprattutto acidi. Ottima è invece la resistenza nei prodotti non smaltati, come il grès porcellanato.

caratteristiche meccaniche massive:

indicano la resistenza ai carichi (come per esempio il peso delle persone e dei mobili sul pavimento) cui la piastrellatura dovrà resistere. Sono dette ‘massive' perché coinvolgono la piastrella nella sua ‘massa', e per distinguerle dalle caratteristiche ‘superficiali' che descrivono la superficie. Le caratteristiche meccaniche sono la resistenza a flessione e il carico di rottura a flessione. La prima attiene al materiale di cui la piastrella è costituita, ed è direttamente proporzionale all'assorbimento d'acqua. Il carico di rottura è invece una caratteristica della piastrella già formata, con la sua struttura e le sue dimensioni. Essa è quindi direttamente proporzionale allo spessore. Altra caratteristica di questa categoria è la resistenza all'impatto.

caratteristiche meccaniche superficiali:

queste caratteristiche riguardano la superficie di esercizio della piastrella, associate alla resistenza ai graffi, alle scalfitture, allo scalpiccio, al deterioramento a opera di corpi duri che si muovono sulla superficie stessa o a contatto con essa. Esse sono proprie soprattutto dei pavimenti. La più rilevante è la resistenza all'abrasione.

caratteristiche termo-igrometriche:

indicano la resistenza a particolari condizioni di temperatura (‘termo') e di umidità (‘igrometriche'), come la resistenza agli sbalzi termici, la resistenza al gelo e, per le sole piastrelle smaltate, la resistenza al cavillo. Altre caratteristiche termo-igrometriche sono la dilatazione termica e la dilatazione all'umidità, vale a dire la misura di quanto possono aumentare le dimensioni delle piastrelle se esposte a livelli più elevati di temperatura e umidità.

cavillo:

riguarda le sole piastrelle smaltate. Per c. si intende la comparsa di sottili fessurazioni dello smalto, favorite da alcune condizioni costruttive e ambientali. La resistenza al cavillo dipende dalla composizione dello smalto. Ve ne sono quindi di più o meno a rischio.

clinker (o klinker):

mattonetti o piastrelle di piccolo formato ed elevato spessore il cui impasto composito è costituito da argille e caolini di poco pregio, fondenti feldspatici e materie non plastiche. Si differenzia dal grès per l'eterogeneità della pasta e per la minore vetrificazione ma, come il grès, è ingelivo, inalterabile all'attacco chimico e con una notevole resistenza meccanica alla flessione. I prodotti in c. sono ottenuti per pressatura o estrusione e cotti a oltre 1200°C con cicli di alcune ore. È usato per pavimentazioni di esterni o di interni. Ancor oggi il maggior produttore è la Germania, paese in cui è stato inventato intorno al 1930.

cogenerazione:

produzione associata di energia elettrica e di calore. Nel caso specifico, costituisce un elemento di alta efficienza energetica che permette di massimizzare il recupero di calore ottenuto dalla generazione di energia elettrica, utilizzandolo direttamente nei processi di lavorazione della ceramica.

cotto:

nasce da un impasto di argille naturali che dopo l'essicazione vengono cotte a oltre 1000°C e, a seconda della provenienza, conferiscono al prodotto finito colorazioni e sfumature. La lavorazione può essere artigianale o industriale (cotto trafilato). Se non è smaltato, dopo la posa va trattato con sostanze impregnanti.

curvatura:

oggi è possibile realizzare elementi a ‘elle' e gradoni anche di grande formato - sino a 120 x 60 cm. Questa tecnologia è capace di piegare a caldo direttamente la piastrella finita di materiali come il grès fine porcellanato a tutta massa e smaltato con superfici lisce, rustiche o strutturate. In fase di lavorazione, il materiale ceramico viene controllato dal punto di vista termico al fine di ottenere una curva di cottura adatta a ogni specifica produzione, evitando in questo modo variazioni nella tonalità di colore del prodotto. Sul retro della piastrella, attraverso l'utilizzo di appositi macchinari a precisione centesimale, i punti e le profondità delle incisioni sono calibrate in rapporto al tipo di materiale e alla piegatura desiderata. Il ciclo produttivo continua all'interno di un forno a rulli capace di regolare il periodo termico a cui la piastrella deve sottoporsi, per ottenere il corretto cedimento del materiale che si modella a contatto su un supporto sagomato. La piastrella viene poi rifinita a freddo con una macchina a idrogetto per ottenere le misure definitive.

decorazione laser:

attraverso un'applicazione al laser direttamente sulla piastrella cotta e finita, il decoro ceramico viene realizzato senza la necessità di un'ulteriore ricottura. Non vi è contatto, non è richiesto nessun inchiostro o colorante e non è necessario alcun trattamento post incisione. Nel punto di contatto tra il fascio laser e la superficie smaltata già cotta avviene per qualche centesimo di secondo un rapidissimo innalzamento della temperatura, modulabile in calore e in durata, che genera una ricristallizzazione dello smalto stesso dando un effetto di brillantezza. Su superfici non strutturate lucide e/o matt è possibile ricavare decori che generano intensi effetti di profondità, graduali sfumature e un elevato contrasto dei particolari. Punti forte di questo progetto sono la velocità e la risoluzione

dilatazione all'umidità:

vale a dire la misura di quanto possono aumentare le dimensioni delle piastrelle se esposte a livelli più elevati di umidità. È in generale correlabile all'assorbimento d'acqua, anche se si notano oscillazioni piuttosto ampie, causate probabilmente dagli effetti di altre caratteristiche microstrutturali, come la natura e la distribuzione delle diverse fasi presenti.

dilatazione termica:

vale a dire la misura di quanto possono aumentare le dimensioni delle piastrelle se esposte a livelli più elevati di temperatura. Non si riscontrano significative differenze tra i vari tipi di piastrelle, anche se essa può aumentare ove vi sia abbondanza della fase vetrosa, vale a dire nei prodotti a supporto maggiormente compatto, greificato

eco-label:

etichetta utilizzata per marcare un prodotto di consumo che soddisfa certi standard volti a limitarne l'impatto negative sull'ambiente. – Etichetta ecologica data dalla Comunità Europea ai produttori che volontariamente impiegano misure verificabili che riducano sensibilmente gli effetti dannosi per l'ambiente delle loro attività e dei loro prodotti.

Eco-Management and Audit System (EMAS):

messo a punto dall'Unione Europea, EMAS è uno strumento volontario disponibile per il business e per altre organizzazioni per monitorare, riportare e migliorare le proprie prestazioni ambientali.

finitura superficiale:

per f.s. si intende la fase di lavorazione di un pezzo per ottenere determinate condizioni di rugosità superficiale e di tolleranze formali e dimensionali. La finitura naturale è molto versatile e di impiego universale; la semilevigata esalta le valenze estetiche del materiale aumentandone la brillantezza e l'eleganza, superando in lucentezza anche i marmi naturali; la bocciardata è una lavorazione effettuata con strumenti tipo lo scalpello, la punta, ecc., in modo da ottenere una superficie rustica, molto simile al materiale grezzo; la strutturata risolve il problema della scivolosità in presenza di acqua o condizioni ambientali particolari.

fuga:

è la distanza che separa una piastrella dall'altra. La fuga permette ai pavimenti la dilatazione e il naturale assestamento dovuto ai movimenti della struttura, all'umidità e alle escursioni termiche.

gelo (resistenza al):

dipende molto dalla porosità o assorbimento d'acqua. Più basso sarà quest'ultimo, più basse saranno le probabilità di danni da gelo.

greificazione:

il termine g. viene utilizzato talvolta come sinonimo di vetrificazione. In realtà, ‘greificazione' indica una vetrificazione non molto spinta, come può essere quella del grès rispetto alla porcellana.

grès porcellanato:

piastrelle ottenute per pressatura, con porosità totale molto bassa, costituite da un impasto chiaro che può essere anche uniformemente colorato o variegato per mezzo di miscele di polveri e granuli di diverse dimensioni e colori. La composizione dell'impasto è molto simile a quella di un grès chiaro, ma le materie prime sono selezionate in modo da contenere al minimo la percentuale di ossido di ferro. L'impasto è pressato, con carichi specifici superiori del 50% rispetto al grès chiaro smaltato. La cottura è condotta con cicli inferiori a un'ora, a temperature intorno a 1200°C. Le piastrelle possono essere anche lucidate, prima o dopo la posa in opera, in modo da esaltarne le qualità estetiche. È resistente al gelo, agli acidi e alle basi e ha un'elevata resistenza meccanica.

ingelivo:

è detto dei materiali a bassa porosità, resistenti al gelo e quindi adatti a essere posati all'esterno

lappata:

indica una piastrella la cui superficie è stata opacizzata attraverso un'abrasione effettuata con mole a diamante e aria compressa. [vedi: PRESERVA > ceramica/valori]

LEED (Leadership in Energy and Environmental Design):

è un programma di certificazione ecologica degli edifici in esercizio sotto l'egida dell'USGBC (U.S. Green Building Council). Il LEED concentra i propri sforzi sul miglioramento delle performance dell'edificio a partire da cinque aree-chiave: la salute umana e dell'ambiente, l'efficienza energetica, la qualità dell'aria negli ambienti confinati, la selezione dei materiali, lo sviluppo sostenibile del sito, e il risparmio idrico.

maiolica:

prodotto ceramico composto dal biscotto rivestito con smalto stannifero. Il termine deriva probabilmente da Majorca (isola delle Baleari), da dove tale tecnica fu importata.

monocottura:

processo in cui lo smalto e l' argilla vengono cotti allo stesso tempo. Prima dello sviluppo della m. negli anni ‘80, il metodo largamente utilizzato anche in Italia era la bicottura. La nuova tecnologia ha permesso la creazione di un prodotto molto più sottile, riducendo i costi di produzione e di trasporto. La piastrella in m. è anche più resistente e può essere utilizzata su pavimenti commerciali sottoposti ad alta intensità di traffico.

parete ventilata:

con il termine ‘parete ventilata' si intende una parete opaca di facciata, il cui rivestimento esterno è costituito da elementi (lastre) di varia natura, assemblati tramite dispositivi di sospensione e fissaggio di tipo meccanico. Tale rivestimento è collegato, mediante un apposito sistema di ancoraggio, alla struttura (strato di supporto) da rivestire: la parete perimetrale dell'edificio.

porosità:

la misura della porosità è l'assorbimento d'acqua, che raggiunge i valori più bassi nel grès porcellanato. Valori più elevati si riscontrano invece nella monoporosa, nella maiolica, nel cottoforte e nel cotto.

precompattazione continua:

consente di produrre lastre e piastrelle ceramiche in grès porcellanato di qualsiasi dimensione e spessore, personalizzate in superficie e nella massa. La gamma degli effetti estetici è praticamente illimitata: nuove idee e materiali possono essere inserite dentro la piastrella anche in più strati, non vi sono vincoli legati alla forma e alla dimensione dei sistemi di caricamento. Variando le sequenze di deposizione polveri e muovendo la superficie è possibile riprodurre tutta una serie di effetti tipici delle pietre naturali quali stratificazioni, inclusioni, macchiettature, aloni e altri. Elemento tra i più innovativi che caratterizzano la nuova tecnologia è la precompattatazione continua, che applica sulle polveri una pressione specifica in grado di ‘congelare' gli effetti ottenuti nei vari caricamenti.

refrattario:

materiale ceramico resistente alle alte temperature e in grado di mantenere il calore.

rettifica:

è un procedimento mediante il quale i bordi delle piastrelle vengono perfettamente squadrati per creare un effetto ‘pietra naturale'. In questo modo è possibile accostare le piastrelle bordo contro bordo o comunque con giunti di fuga appena percepibili.

sabbie quarzifere:

materie prime ampiamente utilizzate nell'industria ceramica, assolvono alla funzione strutturale, limitando le variazioni dimensionali in cottura dovute al contenuto in argilla dell'impasto. Queste sabbie, il cui valore è determinato dal loro grado di purezza e di finezza, sono diffuse nei cinque continenti e sono presenti in tutti i paesi europei.

sbalzi termici (resistenza agli):

i bruschi sbalzi di temperatura (come quando poniamo sul ripiano piastrellato di una cucina un recipiente caldo) e l'esposizione al gelo non debbono produrre alcun danno nella piastrella.

scivolamento (resistenza allo):

fondamentale per ambienti esterni, pubblici e industriali. Questa caratteristica è inversamente proporzionale al coefficiente di attrito della superficie.

serigrafia a secco:

questa tecnologia utilizza supporti grafici a tubolare sui quali viene ricreata l'immagine grafica utilizzando l'incisione digitale laser. Ciò garantisce la massima riproducibilità e soprattutto la possibilità di creare immagini nelle tre dimensioni, modificando, oltre alla risoluzione e al diametro dei fori, anche la profondità. Tale sistema per la serigrafia a secco permette di lavorare a velocità variabili senza modificare la qualità grafica, con ottimi risultati utilizzando graniglie di vetro colorato, polveri atomizzate colorate e altri prodotti pulverulenti.

silicati di zirconio:

derivati da sabbie zirconifere, vengono utilizzati dall'industria ceramica per dare opacità e bianchezza agli smalti, per dare bianchezza al grès porcellanato o nelle masse ceramiche.

silice:

componente dell'argilla che determina la resistenza e la durezza del corpo argilloso.

smaltata:

è la piastrella con superficie coperta da uno strato di vetro colorato, che le conferisce colore, lucentezza, durezza e impermeabilità.

smalti antibatterici:

più corretto, dal punto di vista scientifico, parlare di composti con proprietà fotocatalitiche, in grado cioè di innescare, quando esposti alla normale luce del sole o a determinati tipi di radiazioni luminose (per esempio i raggi UHV), processi di iper-ossidazione delle sostanze organiche presenti su una determinata superficie; il tutto grazie ai radicali liberi iper-attivi che risultano dal processo di fotocatalisi, con i quali le molecole organiche reagiscono. Composti che se applicati su una superficie sono in grado, in pratica, di distruggere lo sporco, batteri in primo luogo, per il solo effetto dell'esposizione alla luce.

sostenibilità:

tra le definizioni di s. quella del Rapporto Brundtland (più volte riportata all'interno del sito) ha generato varie nuove declinazioni. Secondo Guy Dauncey, editore di EcoNews, per esempio: "La sostenibilità è una condizione dell'esistenza che consente alla generazione presente (della specie umana e di altre specie) di godere del benessere sociale, di un'economia vitale e di un ambiente sano, (…) senza compromettere la capacità delle generazioni future (umane e non) di beneficiarne in eguale misura.”

stonalizzata:

indica una piastrella che ha un rivestimento dal tono non omogeneo.

t

erzo fuoco:

questo termine era inizialmente destinato a descrivere un ciclo termico condotto a una temperatura massima non superiore a 800°C. La definizione di terzo fuoco era originata dal fatto che gli oggetti ceramici avevano già subito una prima cottura del corpo ceramico e una seconda cottura dello strato di smalto. Il terzo fuoco era destinato, quindi, alla cottura delle decorazioni finali nella produzione di vasellame, stoviglie e, più recentemente, delle piastrelle ceramiche. Nel caso di piastrelle è usato soprattutto per i cosiddetti ‘pezzi speciali', attraverso tecniche volte a conferire alle piastrelle stesse un apprezzabile effetto estetico.

tono:

indica la tonalità cromatica che caratterizza un determinato lotto di piastrelle. Spesso il tono è indicato con una lettera e riprodotto sulla confezione con un timbro (Tono A, Tono B). È uno dei dati da controllare alla consegna perchè può variare da un ciclo produttivo all'altro.

tutta massa (tutto impasto):

caratteristica dei gres porcellanati non smaltati in cui la superficie è identica al supporto. In caso di sbeccature accidentali delle superfici, non si noteranno differenze di colore.