Il gres porcellanato è un materiale dalle diverse risorse, non solo dal punto di vita funzionale ma anche dal punto di vista estetico. Per esempio, può diventare una piastrella dalla superficie luminosa, brillante, che riflette a pieno la luce e si propone di essere una valida soluzione per arredare non solo gli spazi domestici ma anche quelli pubblici e commerciali.

Questo materiale può imitare i graniti o i marmi lucidi pur rimanendo una piastrella in ceramica: queste sono caratteristiche del gres porcellanato levigato. Ecco quali sono le sue peculiarità più salienti e come può essere impiegato per l’arredamento di diversi spazi.

Il gres porcellanato lucido levigato: la perfetta imitazione del marmo

Per chi desidera un pavimento sempre lucido e brillante, dove ci si possa specchiare come su una superficie di marmo levigato, il gres porcellanato lucido è la soluzione perfetta.

Il gres lucido, chiamato anche levigato, rappresenta oggi una fetta significativa della produzione globale di gres, anche per il ritorno dell’effetto marmo che è di nuovo di gran moda da qualche tempo, soprattutto per la diversità dei formati che spaziano dal più piccolo da 30×30 fino alle grandi lastre da 160×320.

Il formato standard più venduto è quello da 60×60. Questo formato si presta bene a riprodurre i marmi levigati ma con poche venature: per chi ha in mente un pavimento lucido sui toni del beige o del tortora questo formato rappresenta un’ottima soluzione.

Se invece preferite una piastrella che imiti un marmo ricco di venature, come ad esempio il marmo bianco Carrara, allora la scelta migliore è il formato 120×120, dove i marmi riescono ad esprimersi all’apice del loro effetto estetico.

Il gres levigato a tinta unita

Non esistono soltanto i pavimenti lucidi in gres porcellanato a effetto marmo. È possibile scegliere anche una soluzione a tinta unita; in questo caso le piastrelle sono perfette non solo per il pavimento ma anche per il rivestimento del bagno.

Questo tipo di soluzione vale soprattutto per gli spazi residenziali. Per i negozi, invece, o per i locali di grandi dimensioni è possibile anche osare e utilizzare formati più grandi, come il 160×160.

Esistono anche formati rettangolari, da 60×120, consigliati per chi ha intenzione di utilizzare l’effetto marmo con la venatura che si sviluppa in lunghezza; in questo caso, potete utilizzare una piastrella a pavimento o a rivestimento rettangolare.

Gres levigato a lastre 60×60: rivestimenti per gli spazi commerciali

Che si tratti di piastrelle dal formato standard o di grandi lastre, l’effetto in marmo lucido riesce a valorizzare qualsiasi tipo di ambiente, anche quello di uno spazio commerciale o di un negozio. La luce brilla e riflette sulle superfici lucide del gres e riesce a esaltare i materiali, ma anche i tessuti e gli oggetti. Per questo motivo il pavimento in gres porcellanato effetto marmo è un tipo di rivestimento molto gettonato per gli spazi pubblici.

Gres porcellanato levigato: il rivestimento per la stanza da bagno

È possibile posare il gres porcellanato levigato, senza problemi di usura e di graffi, anche all’interno della stanza da bagno, per esempio con un pavimento a effetto marmo lucido e a specchio che si sviluppa anche in verticale.

Piastrelle lucide: le grafiche moderne

Oltre ai grandi formati anche la ricerca di effetti innovativi, la stampa digitale e il lavoro continuo sul miglioramento delle tecniche di lucidatura hanno reso questo tipo di rivestimento non solo sempre più funzionale ma anche più accattivante dal punto di vista estetico. Inoltre i costi, soprattutto se confrontati a quelli del vero marmo naturale, sono diventati sempre più competitivi e accessibili.

Le tecniche di lavorazione

Come si ottengono dei rivestimenti così lucidi? Si applica sulla superficie della piastrella un procedimento molto simile a quello che si mette in pratica quando si devono lucidare delle superfici in marmo o in granito.

Come si ottiene un gres lucido a specchio?  Per lucidare una piastrella e trasformare la superficie da naturale a levigata servono quattro fasi di lavorazione:

  1. Calibratura

La prima lavorazione per produrre piastrelle lucide è la calibratura della superficie. In questa fase si eliminano le leggere asperità e la non planarità delle piastrelle che compaiono come normali conseguenze della fase di cottura in forno.

Questa operazione si compie permettendo alla piastrella di passare al di sotto di una serie di rulli diamantati che agiscono sulla superficie in modo abrasivo. Si tratta di utensili ad alta capacità di asportazione che riescono ad abradere anche la superficie durissima del gres – che ricordiamo essere più dura di quella del marmo.

Le piastrelle vengono poi trasportate da un nastro che scorre sopra un banco perfettamente planare che si trova al di sotto dell’utensile diamantato. Per evitare la rottura delle piastrelle i rulli diamantati devono avere un’ottima capacità di taglio e devono lavorare a una pressione molto bassa. Questa prima operazione permette di rendere uniformi gli spessori delle mattonelle, ma lascia la superficie solcata da rigature in formato mini, dovute all’azione del diamante.

  1. Spianatura

La spianatura si effettua con degli agenti abrasivi, solitamente si impiega il silicio, attraverso delle teste spianatrici a rulli rotanti. Dopo che la testa a rulli ha spianato la piastrella la superficie si presenterà planare, senza asperità e senza rigature. Ma la superficie in questo punto di lavorazione non è ancora lucida. Occorre passare alla terza fase: la levigatura.

  1. Levigatura

La levigatura, o lucidatura, delle piastrelle si realizza riducendo in modo progressivo la rugosità della superficie mediante una serie successiva di dischi abrasivi, che hanno un grana via via più fine, montati su teste operatrici che oscillano con contatto tangenziale.

L’uso di abrasivi a grana sempre più fine porta alla completa lucidatura del gres. A questo punto, le mattonelle si presentano lucide e a specchio. Dopo questo passaggio si passa all’ultima fase: quella di rettifica e di bisellatura.

  1. Rettifica e bisellatura

Quest’ultima fase è necessaria per riuscire a ottenere delle piastrelle che abbiano dei bordi estremamente precisi. In un pavimento formato da piastrelle lucide è infatti molto importante che la fuga sia perfettamente lineare.

Per questo motivo occorre rettificare il bordo della piastrella dopo che è stata lucidata.
Ma la lavorazione non può limitarsi a rettificare, semplicemente ritagliando il bordo, perché altrimenti quello che si otterrebbe è uno spigolo vivo e tagliente.

Occorre quindi predisporre la piastrella per l’ultima fase di lavorazione, quella della bisellatura: in questo momento si pratica un’abrasione sullo spigolo vivo per trasformarlo in uno spigolo a 45°. In questo modo lo spigolo diventerà più resistente, non si romperà durante la posa e non si presenterà più tagliente.

La bisellatura è un procedimento che si effettua con dei mandrini inclinati a 45° che utilizzano in genere le mole diamantate.

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